| Il GAS RADON nelle case può causare il CANCRO AI POLMONI |
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Valutare la presenza di questo gas per valutarne il rischio
Questi interventi sugli edifici potrebbero salvare molte vite ogni anno, concludono gli scienziati. [tratto da: La Stampa del 01/04/2010 ]
Gli interventi da effettuare sono semplici se l'edificio è di nuova realizzazione o in completa ristrutturazione, molto più complesso è effettuare l'intervento su edifici esistenti, in quanto risulterebbe invasivo. Le abitazione moderne sono prive di ventilazione interna e quindi le sostanza inquinanti a partire dalla CO2 fino ad arrivare al Radon (gas radioattivo) ristagnano in casa, oltre alla poca ventilazione il gas Radon ristangna sotto le fondazioni delle nostre abitazioni, necessita quindi intervenire con la costruzione di vespai areati sottopavimento, opportunamente dimensionati in base alla zona in cui abitate se è più o meno soggetta a tali radiazioni. La Regione Veneto ha deliberato in materia ancora nel 2002 ma la maggior parte degli enti locali non hanno deliberato nessuna misura nei regolamenti edilizi comunali per prevenire l'insorgenza di "neoplasie polmonari". Clikka per scaricare la Documnetazione ARPAV a riguardo.
Cos'è il GAS RADON? Il Radon è un gas radioattivo più pesante dell’aria, incolore, inodore, chimicamente inerte, praticamente impercettibile senza adeguati sistemi di rilevamento. Proviene prevalentemente da terreni con un elevato contenuto di Uranio/Radio quali tufi, pozzolane, alcuni graniti e rocce di origine vulcanica. Il Radon 222, il principale isotopo di questo gas, è il prodotto del decadimento dell’Uranio 238 >> . Mentre gli altri elementi della serie radioattiva sono solidi, il Radon è un gas e, in quanto tale, può infiltrarsi attraverso fessure e crepe, attraversare materiali porosi, dissolversinell’acqua e penetrare così negli edifici anche attraverso le condutture idriche. Una volta accumulatosi, il Radon può essere respirato e continuare la serie radioattiva all’interno dell’organismo, con grande danno alla salute , aumentando il rischio di sviluppare neoplasie polmonari. Studi epidemiologici diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) hanno, infatti, ormai scientificamente stabilito la cancerogenicità di questo gas. |