In order to view this object you need Flash Player 9+ support!

Get Adobe Flash player

Powered by RS Web Solutions

In order to view this object you need Flash Player 9+ support!

Get Adobe Flash player

Powered by RS Web Solutions

In order to view this object you need Flash Player 9+ support!

Get Adobe Flash player

Powered by RS Web Solutions

NEWSLETTER

Tutte le novità e le notizie direttamente nella tua mail. Iscriviti ora.

CONTATTI

Telefono
Mail
Skype

SOCIAL

Profilo FacebookProfilo TwitterProfilo Linked In

Il GAS RADON nelle case può causare il CANCRO AI POLMONI

Valutare la presenza di questo gas per valutarne il rischio

Il gas radon è subdolo perché non si vede e non si sente, ma può avere effetti nocivi su diversi fronti; non ultimo quello della salute.
Secondo gli scienziati tedeschi, infatti, nella sola Germania è causa di 1.900 decessi l’anno per cancro ai polmoni. Recenti studi, condotti in Italia invece suggeriscono che l’esposizione prolungata al gas radon è responsabile di circa il 10% dei casi di cancro ai polmoni che si verificano ogni anno. Il tasso di decessi in Italia potrebbe quindi essere maggiore che non quello della Germania e attestarsi a circa 3.000 l’anno. Nell’Unione Europea si stima invece ci siano circa 20mila decessi l’anno per cancro polmonare da radon; una stima seconda solo ai casi di cancro dovuti al fumo.

Ecco quindi la necessità di poter stabilire se nella propria abitazione vi sia la presenza sgradita di questo gas pesante e radioattivo. Se nella propria casa convive il radon è bene
sapere in che quantità è presente e come questo esponga chi ci abita a un continuo bombardamento di radiazioni, sottolineano gli scienziati dell’Università di Erlangen-Norimberga.
Il dottor Klaus Schmid e colleghi hanno raccolto le conclusioni del loro studio nel Deutsches Ärzteblatt International e hanno basato la ricerca sui dati acquisiti da recenti studi pubblicati sulle linee guida (S1) della Società Germanica per la Medicina Ambientale e del Lavoro e una pubblicazione a cura della Commissione Germanica per la Protezione Radiologica.
Secondo i dati il radon all’interno degli edifici residenziali fornisce un importante contributo per l’esposizione radiologica della popolazione generale. In particolare si è stimato che i livelli di radon in zone residenziali sono superiori a 100 Bq/m3 nel 36% degli edifici; superiori a 200 Bq/m3 nel 18% dei casi. I dati sono espressi in Bequerel per metro quadro, che è l’unità di misura della presenza di una sostanza radioattiva per metro cubo di aria. La media stimata della presenza di radon in Italia è di 20-120 Bq/m3.

Il problema, fanno notare i ricercatori, è che ci sono molte case costruite con materiali che producono gas radon come, per esempio, il tufo. Allo stesso modo è altamente presente nei terreni di origine vulcanica. Diventa quindi necessario poter individuare gli edifici con elevata presenza di questo gas per poter intervenire con misure strutturali.

Questi interventi sugli edifici potrebbero salvare molte vite ogni anno, concludono gli scienziati.

[tratto da: La Stampa del 01/04/2010 ]

Gli interventi da effettuare sono semplici se l'edificio è di nuova realizzazione o in completa ristrutturazione, molto più complesso è effettuare l'intervento su edifici esistenti, in quanto risulterebbe invasivo.

Le abitazione moderne sono prive di ventilazione interna e quindi le sostanza inquinanti a partire dalla CO2 fino ad arrivare al Radon (gas radioattivo) ristagnano in casa, oltre alla poca ventilazione il gas Radon ristangna sotto le fondazioni delle nostre abitazioni, necessita quindi intervenire con la costruzione di vespai areati sottopavimento, opportunamente dimensionati in base alla zona in cui abitate se è più o meno soggetta a tali radiazioni.

La Regione Veneto ha deliberato in materia ancora nel 2002 ma la maggior parte degli enti locali non hanno deliberato nessuna misura nei regolamenti edilizi comunali per prevenire l'insorgenza di "neoplasie polmonari".

Clikka per scaricare la Documnetazione ARPAV a riguardo.

 

Cos'è il GAS RADON?

Il Radon è un gas radioattivo più pesante dell’aria, incolore, inodore, chimicamente inerte, praticamente impercettibile senza adeguati sistemi di rilevamento. Proviene prevalentemente da terreni con un elevato contenuto di Uranio/Radio quali tufi, pozzolane, alcuni graniti e rocce di origine vulcanica. Il Radon 222, il principale isotopo di questo gas, è il prodotto del decadimento dell’Uranio 238 >> . Mentre gli altri elementi della serie radioattiva sono solidi, il Radon è un gas e, in quanto tale, può infiltrarsi attraverso fessure e crepe, attraversare materiali porosi, dissolversinell’acqua e penetrare così negli edifici anche attraverso le condutture idriche.

Una volta accumulatosi, il Radon può essere respirato e continuare la serie radioattiva all’interno dell’organismo, con grande danno alla salute , aumentando il rischio di sviluppare neoplasie polmonari. Studi epidemiologici diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) hanno, infatti, ormai scientificamente stabilito la cancerogenicità di questo gas.