| ANCE: forte calo per la nuova edilizia residenziale |
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Flessione del 40,4% dal 2008 al 2012, si salvano solo gli investimenti per la riqualificazione grazie ai bonus 36% e 55% Dal 2008 al 2012 la produzione di nuove abitazioni in Italia è calata del 40,4%. Tengono soltanto, grazie alle detrazioni fiscali del 36% e del 55%, gli investimenti nella riqualificazione del patrimonio abitativo esistente (+0,5% nell'ultimo anno), l'unico comparto che ha mostrato un segnale positivo collocandosi su un livello che supera del 6,3% quello del 2007. Sono i dati che emergono da un documento dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) sull'andamento del mercato abitativo in Italia, estratto dall'Osservatorio congiunturale sull'industria delle costruzioni del dicembre 2011.
In calo il mercato immobiliare
Nel triennio 2007-2010 il mercato immobiliare abitativo in Italia ha subito un forte ridimensionamento: il numero di abitazioni compravendute si è ridotto di poco meno il 30%, riportandosi sui livelli di fine anni ’90. Nel 2010, secondo l’Agenzia del Territorio, si è assistito ad una stabilizzazione del livello degli scambi (+0,4%), interamente dovuta ai risultati positivi del primo semestre.
Nei primi nove mesi del 2011, si registra una riduzione del 3,3% del numero delle abitazioni compravendute rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una tendenza opposta al dato di media nazionale si osserva però nei grandi centri urbani: in molte delle otto principali città italiane prosegue infatti il recupero degli scambi immobiliari residenziali iniziato nel 2010.
Prezzi stabili e popolazione in aumento
Uno dei fattori che ha contribuito a mantenere elevata la domanda di immobili e quindi i prezzi, sottolinea l'Ance, è rappresentato dagli andamenti demografici. In questi ultimi anni, la popolazione ha continuato a crescere soprattutto per l'apporto positivo dell'immigrazione dall'estero.
Servono incentivi e la revisione dei meccanismi fiscali
Il fabbisogno abitativo che si registra in Italia comporta la necessità di introdurre incentivi per favorire l'accesso alla prima casa per alcune categorie sociali (giovani coppie, famiglie monoreddito, ecc..) e rilanciare il mercato dell'affitto. Secondo l'Ance, si potrebbe introdurre il riconoscimento di una deduzione/detrazione (pari ad una percentuale del prezzo d'acquisto dell'immobile) dal reddito disponibile complessivo all'acquirente di immobili residenziali di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati, da destinare alla locazione per 9 anni.
Inoltre, occorre una revisione dei meccanismi fiscali che rendono a tutt'oggi non conveniente la locazione di abitazioni da parte delle imprese.
Puntare sulla riqualificazione urbana
La dilatazione delle città, sottolineano i costruttori edili, pone l'urgenza di avviare un processo di rinnovamento e di sviluppo sostenibile dei centri urbani. Occorrono nuovi meccanismi urbanistici che rendano possibili, anche da un punto di vista economico, le operazioni di riqualificazione urbana, gli interventi di demolizione e ricostruzione e di sostituzione. È questa la categoria di interventi che può generare maggiori ricadute in termini economici sul settore delle costruzioni.
Considerata la scarsezza di risorse pubbliche, occorre puntare su processi virtuosi con il coinvolgimento dei privati, attraverso nuove forme di collaborazione pubblico-privato, per una sinergia creativa.
Troppo pesante la nuova tassazione sugli immobili
Con la Manovra “Salva Italia” varata dal Governo Monti, il settore delle costruzioni paga un prezzo altissimo in termini di inasprimento fiscale sulle abitazioni. L'Ance ritiene condivisibile la reintroduzione di una tassazione comunale sulla prima casa, la cui abolizione è risultata una delle principali cause delle difficoltà dei Comuni nel rispettare il patto di stabilità interno; tuttavia, auspicava la destinazione di parte del gettito derivante al finanziamento di opere e servizi pubblici. Inoltre, osserva come l’intensità della sua reintroduzione appare come una scelta eccessivamente punitiva, in grado, peraltro, di modificare le scelte di investimento delle famiglie. Articolo tratto da www.casaeclima.com |