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Salute, arriva lo strumento per misurare l'inquinamento domestico

I famigerati COV rendono l'aria di casa fino a cinque volte più inquinata di quella esterna.

Non solo gas radon, ma anche composti organici volatili, i famigerati COV, viziano l’aria di casa rendendola irrespirabile e fino a cinque volte più inquinata di quella esterna (dati dell’Environmental Protection Agency).

Vernici, detersivi, smalti, profumatori d’ambiente, bastoncini d’incenso, fumo di sigaretta, ma anche vestiti lavati in lavanderia, impianti di riscaldamento e condizionatori sono i principali responsabili della situazione; in realtà, le sostanze chimiche suscettibili di evaporazione – anche a temperatura ambiente – che risultano dannose per la salute, i suddetti COV, sono più di trecento e si concentrano in forma liquida o di vapore negli ambienti chiusi.

Gli effetti di questi composti sono spesso acuti e cronici, ma sono legati alle quantità presenti e dal tempo di esposizione. I sintomi più comuni sono: irritazioni agli occhi, al naso, alla gola; mal di testa; nausea; vertigini e asma. Nei casi più gravi si possono verificare danni ai reni, al fegato e al sistema nervoso centrale, fino poi provocare in alcuni casi anche insorgenze tumorali. Tra l’altro, nei bambini, è dimostrato che la lunga esposizione agli agenti inquinanti determina ritardi intellettivi preoccupanti.

Oggi, però, secondo quanto riportano Sciencedaily ed Ecologiae.com, c’è un nuovo strumento in grado di misurare il livello degli agenti inquinanti negli spazi chiusi. Lo strumento è stato inventato dai ricercatori del National Institute of Standards (NIST) e del Virginia Tech, e sebbene sia ancora solo un prototipo, i risultati sono molto buoni e tra qualche anno potrà essere utilizzato a livello domestico per testare l'aria di casa e depurarla qualora fosse necessario.

(clicca qui per vedere l'articolo originale)


Casa: attenti al gas radon può far venire il cancro ai polmoni

Fattore di estremo rischio, il gas è inodore e incolore. Innocuo se disperso nell'ambiente, pericoloso se imprigionato in casa.

Molte volte si è detto che bisogna stare attenti ai materiali e a quello che si respira in casa. A seconda della pittura scelta per dare colore alle stanze, alle vernici che proteggono pavimenti e mobili, si diffondono nell’aria i componenti volatili dannosi per la salute.

Ma c’è di più. Secondo quanto emerge da un interessante articolo di Federico Formica pubblicato su kataweb, in casa nostra respiriamo qualcosa di ancor più pericoloso: il radon. Questa sostanza è un gas radioattivo e inodore che si sprigiona da alcuni tipi di roccia, soprattutto di origine vulcanica come tufo e pozzolane, e da graniti.

Il radon è innocuo se si disperde nell’atmosfera, ma può essere molto pericoloso se rimane "improgionato" negli edifici (in particolar modo in cantina e nei pianterreni), perché può decadere in Polonio 218, Polonio 214, in Piombo 214 e Bismuto 214, elementi che aumentano nettamente il rischio di cancro ai polmoni (+10%). La stessa agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha ufficialmente classificato il gas radon come “cancerogeno per l’uomo” e, a parità di esposizione, i fumatori sono quelli più in pericolo.

In teoria, le regioni più favorevoli alla formazione di radon sono il Lazio, la Campania e il Friuli Venezia Giulia, ma le variabili di cui tenere conto sono molte e così la mappa del rischio non è omogenea. Ovviamente, tutto dipende anche da come sono costruite le case e dal loro sistema di ventilazione.

Il consiglio è quello di far misurare il livello di radon in casa (massimo 400 bequerel per metro cubo) da personale specializzato – il più competente è quello dell’Arpa – e, ove necessario, attuare interventi che rendano l’aria di casa più salubre.